Ascanio Celestini

Giovedi 1 Agosto
Anfiteatro “Cosimo Taverniti”
Riace Superiore
Ore 21

LA BALLATA DEI SENZA TETTO
Improvvisazione tra gli spettacoli di Ascanio

di e con Ascanio Celestini
Con Gianluca Casadei (fisarmonica, tastiere e live electronics)
Produzione Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano in collaborazione con Mismaonda | Fabbrica srl

Il barbone di Laika o la barbona di Pueblo?
La cassiera del supermercato di Pueblo o la Vecchia di Laika che va a farci la spesa insieme alla prostituta e alla donna con la testa impicciata?
Giobbe l’analfabeta che conosce il grande magazzino a memoria non è ancora entrato in nessuno dei due testi, ma la sua storia è già scritta. E nemmeno la storia del magazziniere che odia lo zingaro, ma quest’ultimo lo conosciamo già da Pueblo.
Questi e altri possono essere i personaggi di questo progetto di narrazione che attraversa tre spettacoli: Laika, Pueblo e il terzo che è ancora in via di formazione.
Questi due spettacoli fanno parte di una trilogia che prima o poi completeremo, ma il senso di questo lavoro è di scrivere una drammaturgia unica fatta di tanti personaggi che si muovono in un unico ambiente: una periferia che ruota attorno a due parcheggi, quello del supermercato e quello di un grande magazzino pieno di pacchi.
Il narratore racconta quello che vede. Alle volte è ciò che conosce, altre è quel che immagina.
Dunque prenderemo i racconti dei tre spettacoli e li smonteremo come un mazzo di carte dal quale pescare ogni volta figure diverse.

ASCANIO CELESTINI:
“Faccio teatro dal 1996. Da quell’anno ho portato in scena una ventina di spettacoli, scritto una decina di libri, partecipato a qualche trasmissione in radio e in televisione, registrato un disco, girato due documentari e un film. Ho raccolto storie di contadini e operai, infermieri psichiatrici e operatori di call center, minatori e detenuti. In diciassette anni di tournée ho cambiato tre automobili e adesso ho un furgone carico di scenografie. A parte gli alberghi non ho mai abitato fuori dalla mia borgata e ho cambiato quattro case spostandomi complessivamente di quattrocento metri”.